Zone Franche Urbane per rigenerare i quartieri degradati? In Calabria agevolano i commercianti e le officine di auto e motorini.

E’ stato pubblicato il Rapporto sulle ZFU, Zone Franche Urbane, con data 2015 redatto da MiSe, INVI Italia ed Anci sullo stato dell’attuazione al 2013. Obiettivamente l’Istituto delle ZFU è tra gli strumenti più intelligenti e capaci di opportunità per la città produttiva, agevolato anche dal decreto Sviluppo 2012, con la possibilità di congiungere progetti sulla riprogrammazione PAC (piano di azione e coesione) soprattutto per le regioni Convergenza come la Calabria. Ma fu la legge finanziaria 2008 (Legge 244/2007, art. 2, commi da 561 a 563), che ha finalizzato l’istituzione delle Zone Franche Urbane all’obiettivo di «contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale».

A tal fine tra i beneficiari da preferire vi sono le imprese al femminile e quelle sociali.
Le agevolazioni di natura fiscale e contributiva in favore di micro e piccole imprese ricadenti in ZFU sono interessanti (esenzione delle imposte sui redditi, esenzione dell’imposta regionale e comunale, del versamento contributi per i lavoratori…) e comunque per l’ammissione delle proposte ZFU da parte delle Regioni il CIPE, con riferimenti ai dato 2011, richiede esposto l’indice di disagio socieconomico (IDS), riferito a 4 parametri: tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile e tasso di scolarizzazione.

Le aree riserve ZFU della Regione Calabria sono Corigliano Calabro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Rossano, Vibo Valentia. Sono state poste 2038 istanze e concesse 1279 (dato al maggio 2014).
Se si consultano i dati del rapporto che interessano la nostra regione (da pag.60 in poi) ecco che ne emerge:
“(…) Più dettagliatamente, in Calabria, le imprese operanti nei settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli hanno fatto registrare una percentuale di fruizione pari al 36% sul totale delle agevolazioni già fruite; a seguire, troviamo il settore delle costruzioni, con un tasso di fruizione pari al 15%; infine, il settore manifatturiero, con un tasso di fruizione pari al 13% circa.”

Vale a dire che usufruiamo delle politiche di coesione anche per la rigenerazione delle aeree urbane degradate, affidando l’economia produttiva e sociale delle nostre città ai commercianti all’ingrosso ed al dettaglio ed ai riparatori di auto e motocicli!

Se dovessimo misurare l’indice di impatto sociale e di sostenibilità di una tale attività produttiva, secondo i metodi in uso, scopriremmo che non si tratta certo dei settori a cui si affida il futuro di territori ed aree urbane. Capiamoci… dobbiamo immaginare quindi che tali settori (772 imprese beneficiarie in totale) sono quelli che forniscono inserimento lavorativo anche a donne e giovani e comunque addetti (per le ZFU le microimprese hanno meno di 10 lavoratori e le piccole di 20…) e che in Calabria, a seguire ci sono attività di servizi di alloggio e ristorazione (208) ed attività manufatturiere (232).
Le ultime della lista sono proprio le beneficiarie su istruzione, sanità ed assistenza sociale, attività artistiche- sportive etc. Zero richieste e presenze per le organizzazioni ed organismi extraterritoriali e per l’assicurazione pubblica e sociale.

Insomma in Calabria dobbiamo affidare lo “spazio economico e sociale” delle nostre aree urbane da rigenerare e rendere “smart”, all’esistenza del bisogno di cibarci, acquistare e scambiare merci, andare in auto ed in moto, costruire edifici, possibilmente ristoranti… Questo dà risposte all’indice di disagio socio-economico e ricandida le nostre città e comunità ad essere produttive. Questa è la domanda e così si agevolano le imprese che si candidano…

Concedetemi il dubbio di chi pensa ancora che per avere una migliore qualità della vita nei nostri quartieri di città calabresi senza alcuna storia moderna, occorrerebbe aspirare a ZFU ad alto tasso di produttività collaborativa e cooperativa, dove servizi e beni accolgono le più attuali innovazioni in tema di inclusione sociale, creatività ed innovazione urbana. Imprese capaci di trasformarsi in questo e/o nascere per questo.Ma intanto tanto è….

E comunque il mio meccanico è un uomo ed ha 60 anni.

Il-meccanico

 

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Informazioni sul rapporto ZFU 2015 > http://www.key4biz.it/mise-primo-rapporto-sulle-zone-franche-urbane-agevolazioni-alle-imprese-per-605-milioni-di-euro/133966/

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