Grecia vs Europa, Sud…il prezzo della democrazia distorta che affonda tutti.

Fonte:rete

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Quello che sta accadendo in queste ore è’ veramente rischioso per tutti noi e quanto un certo popolo europeo ed italiano sia in grado di comprendere le ragioni di fondo, fino in fondo, e’ del tutto evidente.

La democrazia non è’ uno slogan, ne’ quando si interrompe vietando un tavolo di discussione tra parti, come è’ successo con la decisione di escludere Yanis Varoufakis dall’Eurogruppo di ieri dopo aver saputo del

lancio della campagna referendaria contro l’ex Troika per strappare la Grecia al default, ne’ quando il sì al referendum, passa con Tsipras accompagnato dalle percentuali della destra nazionalista.

Tutto questo mentre i greci scappano in banca a prelevare i pochi soldi depositati, perché da domani le banche potrebbero non esserci più.

Tutto questo mentre gli italiani, soprattutto quelle delle regioni del Sud come la nostra dovrebbero sapere, che se la Grecia dovesse uscire dall’Europa, per quello che è’ definito l’effetto “contagio”…potrebbe affondare anche l’Italia, che vedrebbe annullato il beneficio di non aver avuto il fallimento, grazie ad un Italiano chiamato Draghi che si inventa un modo per tenerci a galla, dato che la nostra politica economica non lo ha potuto garantire nemmeno alla guida del semestre europeo. Poi tutti a lamentarsi dall’Europa comandata dalla BCE, mentre alla moneta dobbiamo affidare il modo di superare l’incapacità di essere leaders in Europa,oltre i diktat e la richiesta di proroghe (Germania in primis) e di agire invece con la stessa visione nazionalista o locale, come se si stesse parlando delle politiche dei propri balconi in una riunione di condominio.

Abbiamo uno strano concetto della democrazia, che si esercita in tifoserie da stadio perché vede nello sventolare la possibilità di un referendum il segno di una civile protesta al totalitarismo monetario, però…non consideriamo che quel poco che abbiamo e che avranno i nostri figli e’ perché l’Europa ci fa un poco più grandi di uno statarello…che morirebbe affondato in un sistema globale di altre dimensioni e riferimenti. Un’Europa che non è’ quella che vorremmo certo, ma senza la quale saremmo ancora meno democratici. E meno sviluppabili.

La Calabria poi, con i suoi due milioni di abitanti, è’ un terzo di Alessandria di Egitto…che vuoi che significhi in un’Italia senza sud, in un paese senza Europa?

E tutti a chiamare, il “no” greco con il ribaltamento delle responsabilità dal premier al popolo, “un segnale di democrazia”, anche se quel segnale rischia di essere l’inizio della “morte mia, ma almeno per mano mia”… Ma sicuramente anche “morte vostra”. Belle soddisfazioni. Democrazie distorte ad opera del braccio di ferro tra uno stato ed un’unione di stati che stenta a comportarsi come una comunita’, un modo che niente ha a che fare con la comunità, il condividere le strategie, il combattere l’austerity.

E la democrazia non credo che sia uno strumento privàto da sventolare con modi populisti, quando le scelte collettive sono di livello assai superiore.

Questa democrazia distorta, dei tavoli inaccessibili e dei referendum scaricabarile, è una violenza nazionalista lasciata passare come alternativa alla libertà. La libertà di fare ognuno un po’ come gli pare rinunciando ad essere una comunità un po’ più grande in grado di contare in un sistema per nulla confinabile.

 

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