I lavori del corso Garibaldi: quell’indignazione ad intermittenza.

 

Impossibile non accorgersi che sul corso Garibaldi, la strada storica della nostra città si stiano facendo i lavori di riqualificazione. Impossibile perché la passeggiata dei cittadini e dei visitatori e’ stata impedita, inibita, interrotta.

Impossibile non sapere che ci siano stati motivi di conflitto tra enti per le modalità con cui si è’ pensato di sostituire il basolato lavico storico con quello più contemporaneo in parte già posato.
Impossibile non sapere che i commercianti si sentono colpiti nella loro attività per questa momentanea inaccessibilità ai loro locali, non sapendo bene se verranno rispettati i tempi previsti, oltre gli imprevisti.
Altrettanto impossibile e’ stato non accorgersi del quasi pedante comunicato sull’allarme, l’indignazione, durante il periodo elettorale, che con lo stile un po’ tipico del “buongiorno, sveglia reggino!” ha chiamato all’indignazione, cavalcato l’allarme, tanto che in molti si sono lanciati in considerazioni culturali sulle possibili soluzioni e raccomandazioni a posteriori dell’avvio dei lavori e dell’approvata progettazione.

Adesso guardando “oltre” quel tempo che ad intermittenza ci fa interessare dei problemi della città quando emergono, il corso Garibaldi e la sua pavimentazione così procedono.

Giunzione tra marciapiede e via

Giunzione tra marciapiede e via

Continuità con il vecchio manto stradale in bitume

Continuità con il vecchio manto stradale in bitume

Raccolta delle acque, sezione abbondante...

Raccolta delle acque, sezione abbondante…

Non so dove siano state accantonati i lastroni della pietra di macellari rimossi, ma forse erano utili a dare continuità tra la nuova pavimentazione, di cui dirò in seguito, con il tappeto dei marciapiedi, così storicamente concepito per segnare gli isolati storici e le vie carrabili che trasversalmente tagliano il corso. Invece dello scempio che si sta producendo con rattoppi di asfalto e pietra finto-basaltica.
Non so perché adesso non si indegna nessuno con lo stesso numero di comunicati, azioni etc. Ma so che queste perdite e ferite hanno uguale valenza del lastricato lavico per cui si è’ fatta battaglia post-punzonatura.
Non so perché non ci si è’ mai indignati del fatto che la maggior parte dei negozi sul corso Garibaldi sono inaccessibili ai disabili con i loro gradini di accesso e che un progetto di rifacimento della pedonalita’ per tutti del corso sarebbe dovuto servire anche a questo.
Non capisco davvero perché non l’abbiano richiesto anche i commercianti.
Non so perché si debba accettare senza andare oltre, la conservazione dei beni culturali e storici, che vi sono materiali come quelli utilizzati che aumenteranno l’effetto isola di calore sul corso Garibaldi; che vi sono quei canali di scolo che sono sovradimensionati per la sezione e portata possibile di acqua per quella via pedonale.  Che gli stessi canali, per la tipologia impiegata, potrebbero essere di impedimento per la fruibilita’ di carrozzelle, sedie a rotelle, ma anche abili pedoni. Che comunque fare un progetto di riqualificazione di suolo significa sapere bene che c’è qualche cm e mt sotto quel suolo.
Non so perché ci si debba continuare ad accontentarsi di fare i cittadini, i professionisti ed i politici in questa città quando ci si può indignare solo a ragione o no, basta che sia ad intermittenza.

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