Azioni RiSoluzionarie. 2° Incontro Collettivo Città (in)Differente 20.05.2014 > video, foto, racconto

> Video (D.Emo): durata 3.15 Intervista e “provino” a Fabio Mollo

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>>> Testo- racconto a cura di  Luca Assumma

Il “Progetto per una città (in)differente” non accenna a fermarsi. Anzi, sta iniziando a correre sempre più. Ulteriori passi in avanti sono stati percorsi ieri sera con un secondo momento di condivisione promosso dalla professoressa Consuelo Nava e svoltosi in modo partecipato alla sede del centro di produzioni multimediali “Hop” di via Gebbione. «Il nostro progetto continua ad essere di proposta per le persone che in questi giorni ci hanno chiesto di parlarne da vicino, attraverso questi nostri incontri e quindi le prossime iniziative pubbliche continueremo a condividerne prospettive e ragioni, quindi a fine giugno capiremo se le idee e le riSoluzioni potranno trasformarsi in programma dopo questa data» è stata una premessa attraverso la quale la docente della “Mediterranea” ha fatto capire come le premesse per presentare una Reggio alternativa ai cittadini ci siano, ma come queste abbiano bisogno di energie umane, intellettuali, civili e creative per essere concretizzate. «Reggio non è abituata a costruire partecipazione, dobbiamo anche in questo essere differenti. Anche nelle buone azioni delle associazioni e dei movimenti c’e’ sempre un deficit di partecipazione della cittadinanza. E non basta l’impegno di alcuni. Dobbiamo tirare fuori la coscienza della particolare condizione della nostra città, dall’impegno civico, sociale e culturale e trasformarlo in proposta istituzionale. Per compiere questa operazione serve uno slancio di generosità. Soprattutto perché un momento così non ci sarà più in città. Questo che stiamo vivendo è un passaggio critico nel quale c’è lo spazio per una proposta, dopo ci sarà la “pax” della politica “para-normale”. La crisi deve metterci in crisi, quindi non dobbiamo solo subirla, ma creare il riscatto. Per crearlo dobbiamo stanare le persone, muoverci e non solo attendere che siano gli altri ad occuparsene…» è stata l’esortazione della Nava ad una platea di esponenti di associazionismo, volontariato, cultura e semplice cittadinanza all’interno della quale ha spiccato dando il proprio contributo di idee il giovane regista reggino autore del film di successo “Il Sud è niente” Fabio Mollo. «Il nostro non è un sogno, ma un’idea precisa sul modo di intendere la città e sulla sua governance. Un’idea basata su una visione legata ad uno spazio ed alla sua comunità, sulla quale fare una proposta» ha affermato la professoressa, che ricorda i passaggi fatti sulla città del futuro all’iniziativa di presentazione del suo testo su Europa2020, le cui sfide racconterà anche oggi a Rosarno incontrando i giovani di “AdiCittà” e raccontando della città metropolitana. «I temi su cui individuare in modo condiviso i deficit attraverso l’analisi e le potenzialità mediante la proposta sono diversi. Tra questi, la futura città metropolitana, su cui ho lavorato con un altro collega dentro e fuori l’università con i miei studenti e con il compianto Renato Nicolini, che non deve essere solo un’idea amministrativa, ma anche culturale e produttiva. Perché senza una comunità metropolitana non esiste una città metropolitana. Ma c’è anche il tema dei beni comuni, cioè quelli dismessi come l’ex Italcitrus, quelli dati in gestione a privati senza agevolazioni per il pubblico, quelli confiscati alla ndrangheta. Non è un problema di finanziamenti visto che ci sono opportunità europee, ma di progettualità e di regolamneti come quello messo in campo della bolognese “Amministrazione condivisa”. E quello delle società comunali: perché l’Atam non tende ad un’altra proiezione di città non pensando solo al gommato? Perché non ci sono servizi e non si pensa ad un’innovazione anche delle risorse?» ha affermato una Nava che ha toccato altri ambiti come accessibilità ai disabili, welfare delle donne e terzo settore che in queste settimane verranno arricchiti di analisi e, soprattutto, proposte proprie e quelle raccolte dal basso. «Dobbiamo avere un approccio sistemico di città. Ad esempio, pensando all’asilo che manca, dobbiamo ragionare anche sulla vita delle mamme, su quella dei bimbi dopo l’orario d’asilo, su quella del quartiere che li ospita. Un desiderio di vita e di relazioni di qualità. Non solo l’emergenza di un servizio che manca» è stato un passaggio nel quale la professoressa ha spiegato uno spirito che anima il progetto che è stato condiviso. Altre proposte sono arrivate sui temi dei beni comuni non solo immobili, della sinergia tra le istituzioni culturali e della formazione, dell’innovazione sociale, della sicurezza ambientale e sociale, della necessità di un piano commerciale che renda la città democratica e vivibile. «Dobbiamo recuperare la fiducia e ricercare la bellezza per costruire una città democratica e legale, una città che ritrovi la propria comunità – ha concluso la Nava rinviando a prossimi analoghi incontri – per farlo dobbiamo stare insieme, pensando e soprattutto provando a realizzare una visione di città che vada oltre la nostra difficile quotidianità». Nel partecipato dibattito, Fabio Mollo ha quindi incoraggiato la proposta che ha attentamente ascoltato seduto tra i presenti, raccontando di quel desiderio che ha riscontrato in chi ha condiviso con lui l’esperienza del Sud, di spazi e città differenti, di voglia di una politica che si liberi da rappresentanti inutili e che invece siano il simbolo di quello che vivono, che facciano politica per il cambiamento che si legga, che appartengano a quella cittadinanza che ha un sogno che vuole realizzare nel lavoro, che non fa la politica di professione ma che esprime la sua professionalità come contributo al bene comune. E, poi, ascoltando la proposta della “Casa delle associazioni”, dopo averla apprezzata, lui stesso ha condiviso l’idea di una “Casa della cultura” capace di accogliere tutte le buone energie dei giovani, che come lui, con abnegazione e passione, si lanciano in progetti di successo e riscatto per la propria terra. Sui giovani, Valentina Palco di “Pensando Meridiano” ha chiamato alla riflessione con un suo monito per esserci e fare ancora di più mostrando il progetto differente che è in campo.

 

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