Presentazione del testo “Un Nuovo Mezzogiorno” RC, 12.05.2014 > video, foto, racconto

> Video (D.Emo): durata 1.06.00

>> Galleria Fotografica (B.Lottero, L.Barcella, D.Emo):

>>> Pagina evento (a cura di B.Lottero, C.Nava, L.Assumma)

https://www.facebook.com/events/1433876056862048/

>>>> Documento di apertura presentato da Pensando Meridiano

https://www.facebook.com/notes/pensando-meridiano/apertura-della-presentazione-al-testo-un-nuovo-mezzogiorno-coesione-sociale-e-st/462606240552747

>>>>> Testo- racconto a cura di L.Assumma

” Le nuove pratiche di comunità: Città/Europa 2020″ «Il nuovo per noi tutti è l’Europa ed il nostro riferimento anche qui al Sud deve essere lo spazio dell’Europa. Le sfide sono tutte proiettate sul tema delle città e noi giovani, crediamo che le città siano il luogo, lo spazio, il palcoscenico, in cui noi diveniamo i protagonisti per eccellenza. Quindi pretendiamo di essere più preparati e più competitivi, più utili al percorso di innovazione, per sostenere l’idea di un’ Europa e di un Sud più competitivo. Crediamo di poter interpretare il nostro protagonismo come coloro i quali abiteranno le città dell’Europa 2020. Come giovani calabresi diciamo che “E’ disgustoso dover ingoiare una pillola dal sapore amaro, ma se il nostro futuro, che è la pillola, non ci vede costruttori, oggi, di azioni che ci interesseranno domani, a noi resterà sempre e comunque in bocca solo quel disgustoso sapore amaro”. Noi abbiamo bisogno di seguire azioni concrete ed alte, non corrotte e coraggiose». La giovane Valentina Palco ha aperto così la presentazione di “Un nuovo Mezzogiorno. Coesione sociale e strategie sostenibili da Sud per Europa 2020”, libro scritto dalla professoressa Consuelo Nava, dal vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella e dalla giornalista Barbara Lottero e presentato ieri sera a Reggio. Parole, questa della presidentessa di un giovane laboratorio “Pensando meridiano” protagonista insieme alla professoressa Nava di attività dentro e fuori l’università “Mediterranea” come “ErgoSud”, “Re-Wind” o le sinergie con l’ex ministro Fabrizio Barca o con le associazioni “Il seme” e “ActionAid”, che testimoniano la voglia dei ventenni e dei trentenni di stare in prima linea con passione e competenza nella battaglia per un Mezzogiorno migliore ed europeo. Coordinati dalla Lottero, che ha messo in risalto la «voglia di un Sud differente che vuole fare la differenza e che non può prescindere dai giovani», oltre al presidente di Ecoplan Domenico Cristofaro e al professore del “DarTe” della “Mediterranea” Massimo Lauria, hanno dato il proprio contributo su due temi a loro da sempre molto cari come “Mezzogiorno” ed “Europa” Consuelo Nava e Gianni Pittella. Ad ascoltarli, oltre un centinaio di cittadini, molti dei quali giovani. «Servono cultura ed innovazione per un Mezzogiorno che sappia guardare oltre il 2020. In Europa, esso ha davanti tre sfide: qualità della vita ed equità, un nuovo urbanesimo che sia nuovo umanesimo, città coese e resilienti. Il baricentro europeo sarà spostato sullo spazio “città”. Occorre una “città differente”, la cui costruzione sociale sia la garanzia di un’innovazione delle politiche pubbliche, in cui la coesione sociale faccia da collante tra la coscienza di luogo e la coscienza delle risorse da mettere in campo. Una città funzionale, metropolitana nelle sue comunità, che abbia spazi collettivi diversi, nuove pratiche di comunità, partecipazione alle decisioni, individuazione degli attori di cambiamento» è stato un primo passaggio della Nava riempito di alcuni dei contenuti del “Progetto per una città (in)differente” che sta sempre più avanzando. «I prossimi fondi interesseranno non grandi opere pubbliche, ma la capacità del territorio di tutelarsi e di diventare competente, innovativo e competitivo e di avere istituzioni efficienti. Queste per noi non sono un’esigenza, ma un’emergenza davanti alla quale tutti siamo chiamati alla responsabilità. Il nostro territorio ha bisogno di attenzione vera, la presenza dell’onorevole Pittella, in questo momento di confronto, in qualità di autore e di attore delle politiche europee è una grande opportunità, una grande disponibilità» ha affermato la professoressa sottolineando l’importanza di questo ultimo ciclo di programmazione comunitaria, della necessità di cambiare registro davanti alle nuove modalità chieste dall’Unione europea nel programmare e progettare, dell’avere nel cuore delle istituzioni comunitarie un interlocutore attento al Mezzogiorno e ai suoi giovani. «Vogliamo un futuro sostenibile per il Mezzogiorno secondo l’idea di fondo che esso rinasca da se stesso senza la “crisi della pancia vuota” e che superi il deficit di cittadinanza per raggiungere l’equità ed il deficit produttivo per produrre occupazione. L’Europa 2020 è dei giovani. I nostri giovani siano messi in condizione di girare l’Europa, ma anche di essere cittadini e realizzare i loro sogni per le loro competenze al Sud. E’ l’ultima occasione per il Mezzogiorno, per la Calabria, per la nostra città di ridisegnare e modernizzare una nuova geografia dello sviluppo, usando in modo efficace i fondi comunitari, correggere l’errore di assistentato dell’Obiettivo uno» ha terminato la Nava basando questo suo discorso su elementi quali identità, innovazione, solidarietà, diritti di cittadinanza e proiettando il Sud come raccordo fra l’Europa del Nord e quella che si affaccia su un Mediterraneo che, come ricordato dalla stessa e da Pittella, deve essere un mare di dialogo e di vita, non di chiusura e di morte, verso migranti che devono essere considerati nuovi cittadini e risorse socio-economiche e culturali. Non ha preso parte all’incontro il deputato Demetrio Battaglia, volato a Roma per impegni istituzionali, ma presente con un messaggio di saluto e di plauso. Era presente, invece, Domenico Cristofaro, il presidente dell’innovativa azienda polistenese Ecoplan produttrice di pannelli in plastica ricavati dagli scarti delle olive: «Lo sviluppo da Sud e dal basso è possibile. L’abbiamo dimostrato mettendo amore per il territorio, così come coerenza e trasparenza nello spendere fondi facendo gli “imprenditori” e non i “prenditori”. E resistendo ai tentativi di depredazione del nostro know-how attraverso il rifiuto della vendita delle tecnologie a gruppi finanziariamente più forti in modo tale da non farle trasferire in Piemonte e far lavorare qui i nostri giovani. Adesso, studiando come ricavare plastica dai pannolini, stiamo facendo parte di un network internazionale del quale fanno parte realtà come l’università americana di Berkeley». E, citando l’antropologo Vito Teti, pure il docente del Dipartimento di Architettura e Territorio della “Mediterranea” Massimo Lauria: «Sudici, oziosi, malavitosi, briganti, mafiosi. In quanti modi sono stati chiamati gli abitanti del Sud? Attraverso storie vissute, narrazioni letterarie e riflessioni antropologiche possiamo smontare i principali luoghi comuni sulla “razza maledetta”. Nel nostro ateneo stiamo lavorando in questa direzione attraverso iniziative secondo una logica interdisciplinare tra Architettura ed Ingegneria». A chiudere la partecipata serata di valori, passione, impegno, esperienze, idee e progetti è stato Gianni Pittella. «C’è un elemento comune fra noi: mettersi in gioco. La sorte del Mezzogiorno non è in mano ad un’autorità esterna o un’invisibile mano salvifica. Ma in noi. Il futuro è da costruire, non da delegare. Ma questo atteggiamento è minoritario. La Calabria è la più segnata dalla crisi della democrazia, la stragrande maggioranza non ci crede visto le prove date dalla classe dirigente e la politica d’austerity europea. Vogliamo mettere fiducia e idee e progetti e far decollare il Mezzogiorno con gli strumenti europei – ha detto il vicepresidente del Parlamento europeo – bisogna ripartire dalle migliori energie come scienziati, artisti, professori, imprenditori, studenti, giornalisti, professionisti, dai tanti esempi positivi del Mezzogiorno che però non si parlano fra loro. Ci saranno 40 miliardi per le regioni italiane nel 2014-2020, dei quali l’80% andrà al Sud. Vogliamo continuare a spendere come in passato? Si spenda per lo sviluppo, non per creare consenso finanziando sagre, squadre o piazzette. Quindi si punti su questi assi strategici: ricerca, formazione, cultura, rigenerazione urbana, turismo, banda larga, infrastrutture fisiche dove manca accessibilità, sostegno all’impresa di qualità. Questi sono i temi che insieme a Consuelo Nava ed a Barbara Lottero abbiamo affrontato nel nostro testo. Occorre essere coraggiosi, perseguire anche le strade più complicate ma per questo più avventurose, come ha detto Valentina, più competenti davvero e generose. Qui avete una risorsa importante come la professoressa». Così i presenti si sono intrattenuti a dialogare con gli autori e scambiarsi socievolmente momenti conviviali di questa “pratica di comunità”, una nuova capacità di stare insieme, discutere, confrontarsi e proporre nella concretezza competenze e passioni per una città desiderosa di una visione alta, di una più significativa alleanza europea.

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