Incontro Collettivo #AzioniRisoluzionarie 8 maggio 2014 ~ testo, video, foto

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“L’impegno civico non è’ un cartello elettorale”

«Vogliamo realizzare la possibilità di dare un’altra storia a Reggio. Non è facile, ma bisogna costruire qualcosa. Non è facile sì, ma se non si inizia. Comunque è difficile senza progetto. Vogliamo costruirlo prima del programma. Un progetto di cittadinanza attiva di quella società civile sempre presente in città attraverso le proprie storie importanti. Noi la pensiamo come l’unione delle forze veramente di cittadinanza attiva, non come cartello elettorale civico proprio dei partiti. La pensiamo come l’unione di coloro, singoli o associazioni come quella dei giovani di Pensando meridiano, che ci sono già e che si vogliono unire nel dire la loro e nell’impegnarsi nel fare. Dunque, occorre uno scatto d’orgoglio per riprenderci il nostro spazio, quindi mettere in campo idee ed azioni legate a quello che già si fa o che si vuole fare insieme agli altri». Sta prendendo sempre più forma il “Progetto per una città (In)differente” di Consuelo Nava. La professoressa si è rivolta così ad una platea del centro “Hop” composta da quel mondo universitario ed associazionistico che storicamente le è proprio e all’interno della quale c’era la mamma dell’apprezzato giovane regista reggino Fabio Mollo. «Il tema è quello dei cittadini e i principi sono quelli dell’assunzione delle responsabilità, della partecipazione e della condivisione. Perché la buona azione salva l’anima, ma non la città. Si deve trasferire il buono dal personale al collettivo, sennò non si va da alcuna parte. Ho aperto una porta, ma dobbiamo entrare insieme. Metto in campo risorse di persone, idee, luoghi e relazioni per tirare fuori la città del desiderio, non quella del bisogno. La Reggio del cuore e della testa, non solo quella della pancia, attraverso l’evidenza delle positività e la discussione di ciò che non va. Vogliamo essere rivoluzionari essendo risoluzionari. Abbiamo davanti un periodo di iniziative, a giugno capiremo che forza avremo» ha detto la Nava ad esponenti del mondo del terzo settore, della scuola e dell’università, di formazioni come Action Aid o il comitato “No carbone”. E sono stati gli stessi a tirare parole chiave come “territorio”, “trasparenza”, “responsabilità”, “giovani”, “socialità”, “mobilità”, “welfare” e “produttività” nelle operazioni di ascolto compiute dalla Nava all’interno dello spazio di produzione culturale e di coworking di via Gebbione. «Sono qui per ascoltare, ma non in modo fittizio. Noi ascoltiamo da sempre. Questo nostro ascolto è per produrre idee in modo condiviso perché abbiamo la sfida di misurarci su un progetto che vuole diventare programma, quindi proposta» ha detto la professoressa evocando elementi specifici, ossia progetti come quelli ai quali stanno lavorando alcuni giovani universitari su aree dismesse come l’ex Italcitrus o quelli già elaborati da altri insieme ad Pensando meridiano, Action Aid e Il seme per Scaccioti. E generali, ovvero questioni come le società partecipate («Private o in house è un problema vecchio, serve evidenza pubblica e non ingannare più la gente») o la lettura della città («Non è degradata a livello criminale, ma sociale. Il disagio sociale porta al degrado” Dopo una riflessione non semplice sono uscita dal Pd senza sbattimento di porte perché ho una visione di città differente. Il danno più grande che ci hanno fatto non è il buco di bilancio, ma il farci perdere la speranza che Reggio non ce la possa fare. Insomma, c’è un progetto perdente che ha perso e uno vincente che ha perso comunque. Ha perso la città – le parole di una Nava “ispirata” dal compianto Renato Nicolini – avrei potuto andarmene via da Reggio, ma avrei avuto un peso dentro di me, quindi ho avuto uno scatto di orgoglio e detto “proviamoci”. Ho una visione di città e strumenti per uscire dal casino nel quale ci hanno cacciati, senza slogan e nostalgie. È importante la competenza, quindi so cosa sia “Europa 2020” in materia di fondi comunitari o la “Città metropolitana” per averci lavorato per enti e dentro l’università. Noi ci infiliamo nello spazio fra i due progetti , quello vincente che ha fatto perdere la città e quello perdente, con la volontà di chiamare i cittadini ad esserci per Reggio”
Il progetto continua nelle prossime ore con il lancio di iniziative per la città, sui temi più sensibili e condivisi, di altri incontri collettivi, di azioni di cittadinanza.

Luca Assumma, addetto-stampa del Progetto Città (in)Differente.

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