Luoghi di scarto, aree dismesse, vuoti urbani. Azioni di agopuntura urbana e visioning collettivo. ReLearning EcoCity, un modo per apprendere la cittadinanza. Video e racconto sul Calajunco a Reggio Calabria.

A Reggio Calabria sono ormai troppe le aree rifiuto, di scarto, prodotte da abbandono fisico e sociale. Occorre tornare ad apprendere la cittadinanza dalla migliore città, quella che si prende cura di sé, nelle azioni vere concrete, utili ed a misura. Occorre ripartire dai vuoti abbandonati, dalle aree di margine, dagli spazi di quartiere, dai siti dismessi produttivi, dai luoghi sensibili per natura e paesaggio. Occorre ripartire con azioni di agopuntura sui beni comuni (pubblici e privati), occorre curare la bellezza; a farlo dovranno essere i cittadini che imparano e che insegnano. A scuola di democrazia urbana si va vivendo “ogni giorno” una città bella, legale, competente e accogliente

>>> Video  dell’esperienza relearning EcoCity con atelier universitario Recycle e laboratorio Pensando meridiano su caso Calajunco a Reggio Calabria

La parola chiave per Lynch è learning (apprendimento).

In Good City Form egli afferma esplicitamente che l’approccio più adatto è quello di una “learning ecology”, di un’ecologia che tenga ben presente il ruolo di attori “in grado di modificare coscientemente se stessi e dunque di cambiare le regole del gioco…Alle note caratteristiche degli ecosistemi, con la diversità, l’interdipendenza, il contesto, la storia, la retroazione, la stabilità e la processualità ciclica, dobbiamo aggiungere caratteristiche come i valori, la cultura, la consapevolezza, il cambiamento in progresso ( o regresso), l’invenzione, la capacità di apprendere ed il collegamento tra esperienza interiore ed azione esteriore”. Ed è anche per questo che tra i peggiori tipi di spreco Lynch annovera quello di vite e di intelligenze.(da K.L.,Deperire_rifiuti e Spreco, Cuen, 1990)

 Cose di scarto, luoghi di scarto, visioni sullo scarto. Con l’attività di esercizi dal vero svolta in via marina a Reggio Calabria, sui luoghi del lido dismesso (destagionalizzato) denominato Calajunco, gli studenti diventano i protagonisti di un’esperienza di Re_Learning EcoCity, paradigma in cui “re” sta per “riciclo” ed anche “di nuovo”. Muovendo dall’idea che lo scarto di cose possa produrre luoghi di scarto e che gli sguardi sugli scarti (cit.LYnch) possano riabilitare i luoghi attraverso scenari di riciclo delle strutture dell’ambiente e delle unità del paesaggio, dove il luogo stesso è così competitivo per i suoi  affacci sull’area dello stretto, verso la costa siciliana e lungo il litorale cittadino dalla punta calamizzi alla punta del Lido Comunale.

Il lido Calajunco, rappresenta “un tipo”  tra gli altri, nel modello di ricettività temporanea in uso in parte del litorale della via marina, quello in corrispondenza della traccia della città storica, secondo il programma di un piano-spiaggia che prevede l’attrezzabilità della costa con strutture temporanee ed amovibili destinate alla ricettività, al tempo libero ed alla balneazione estiva. I lidi vengono gestiti da soggetti privati che ne organizzano nei mesi maggio-agosto la loro funzionalità ed accessibilità, modificando di fatto la fruibilità di tutta la passeggiata nel periodo estivo, montando e smontando attrezzature e spazi ricettivi che segnano per quattro mesi il rapporto tra spazio pubblico della passeggiata e spazio pubblico della balneazione, configurando ogni volta una traccia di veri e propri transetti verso mare.

La destagionalizzazione delle attrezzature rappresenta una vera e propria retroazione rispetto al periodo di attività estiva. Al tempo dell’esperienza proposta, l’area del Lido Calajunco sconta una vicenda non normale di gestione (in amministrazione controllata) e successivamente ai tempi dell’uso previsto, lascia nel sito i segni e gli scarti delle sue attrezzature, pedane, portali, pali, reti ed anche piantumazione ancora resistente. Un’area Junkspace (area rifiuto), che è il prodotto di una trasfigurazione non terminata e successivamente l’interruzione di un processo di smontaggio interrotto e che trasforma i resti e gli scarti in un’area che a livello urbano restituisce la sua immagine di abbandono, dissipazione, spreco e tempo. Un luogo che trasferisce ad un’area centrale come quella di affaccio della città storica, un aspetto di sito degradato ed abbandonato, rintracciabile in qualsiasi periferia urbana.

La debolezza degli scarti e del luogo diventato scarto, si scontra con la bellezza dell’affaccio e del paesaggio e con la resistenze e persistenza oltre il tempo della balneazione, quella per cui lo spazio pubblico torna ad essere utilizzato, così come è in quel tempo, dai cittadini. L’esercizio dal vero, l’apprendimento attraverso la visita, la camminata, la contabilità del materiale depositato e delle strutture ancora insediate, consente di avere sguardi proiettivi capaci di nuovi visioni e scenari sostenibili.

 Azioni di agopuntura urbana.Con l’esperienza di Re_Learning EcoCity, si proiettano scenari e visioni capaci di riciclare gli scarti, per rigenerare e riciclare quel transetto di litorale ed il suo rapporto pubblico e collettivo con lo spazio della passeggiata e della città retrostante, con il suo affaccio verso lo stretto. Ciò al fine di ristabilire anche l’equilibrio delle strutture dell’ambiente attraverso la permeabilità dell’arenile e del tratto di costa occupato; di prevederne un uso differente, nel suo tempo e nei rapporti con l’organizzazione, non solo legati all’economia di gestione (dei privati), ma all’ecologia del suo uso. Una nuova visione di norma sul piano spiaggia ed il suo regime di concessione. Un nuovo modo di riutilizzare i materiali in un nuovo ciclo di vita e di energia. Si propongono azioni e strategie di riciclo, che sostanzialmente prevedono la possibilità che le strutture utilizzate per la ricettività e la balneazione possano prolungare il loro tempo di vita assumendo in altro tempo, il significato ed il valore di “spazio pubblico nello spazio urbano pubblico”; che ciò possa controllare l’impatto produttivo e sociale dei tipi sulla costa, superando la loro stagionalità ed individuando l’ibridazione tra attività e funzioni ed economie pubblico – privato di tipo virtuoso. Vere e proprie azioni di agopuntura urbana che si possono realizzare proponendo tre scenari, connessi al riciclo del materiale:

SCENARIOZERO_Re_Move Propone lo stoccaggio del materiale di scarto presente nell’area ed il suo trasferimento e riciclo ed uso in altra area urbana.

SCENARIOZERO_Re_Cycle Propone lo stoccaggio del materiale di scarto presente nell’area ed il suo uso e riciclo nello stesso sito attrezzato in stagione balneare.

SCENARIOZERO_Re_Think Propone lo stoccaggio del materiale di scarto presente nell’area ibridandolo con altri materiali ecologici, di riciclo e/o provenienti da scarti, per il suo uso e riciclo nello stesso sito attrezzato in stagione balneare.

Fotogallery: https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.204674593062500&type=1

16 gennaio 2014 esercizi dal vero con Atelier Recycle (ph: A.Franco)

16 gennaio 2014 esercizi dal vero con Atelier Recycle (ph: A.Franco)

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