Palmi, io e “la democrazia della misura”.

Sarà l’occasione per riprendere a scrivere appena possibile su questo mio blog. Riprendere una narrazione da Sud.
L’occasione di soffermarmi adesso con un incipit a una settimana dal nostro insediamento come assessori a Palmi, dal mio insediamento sulla costa viola, a due settimane dal “si” ad un nuovo progetto che mi trova mentre ne stavo facendo altri, altrove.
E’ a Palmi che posso dedicare queste prime righe di ripresa della narrazione su “ergoSud”, al lavoro intenso e infaticabile di queste settimane, alle persone nuove che ho incontrato che mi sembra di conoscere da oltre due settimane, ai palmesi cittadini di una comunità metropolitana che mi trova portatrice di questo “senza confine” di cui tutti dovremmo poter godere nei valori, attraverso i paesaggi e per i territori resilienti della nostra Calabria.
E’ il miglior posto, la migliore comunità, il miglior paesaggio e forse la migliore situazione dove io possa sperimentare quel sentimento meridiano di cui ci è stato maestro Cassano, per co-produrre, agendo “la democrazia della misura”.

E’ “democrazia della misura”, quella che può governare il rapporto tra n. di abitanti e superficie-territorio di cui prendersi cura, a Palmi. Una giusta equilibrata condizione in cui la dimensione dei servizi necessari e le condizioni per averli, possono fare di questa storica struttura urbana, una città. Quella dimensione della città che la Calabria, può misurare per ripartire, anche altrove in questo tempo contemporaneo di difficile governo del locale. I grandi centri urbani in Calabria non sono città, storicamente come città del sud mai divenute tali in epoca moderna, adesso come centri urbani dove governance e densità (spopolamento) non sono tali per chiamarsi “città” ma solo “agglomerati urbani” o “aree urbane”. Questa la dimensione delle prime 20 città della Calabria, dopo i grandi centri, quelle con popolazioni tra 10.000 e 20.000 che possono ancora occuparsi di un territorio che deve diventare competitivo puntando su “un nuovo urbanesimo e un nuovo umanesimo” (quello che abbiamo sempre praticato con i giovani), su un’economia produttiva dei territori e della conoscenza, che ho potuto apprendere e sperimentare fuori Calabria e fuori Italia. A Palmi tutto questo sarà possibile se ancora di più la misura sarà forte e libera dai suoi confini comunali, ma nuovi diaframmi strategici e territoriali con le comunità della Piana, del Tirreno della Costa Viola, a Sud, “Palmi, per storia e geografia, è la città più importante della Piana di Gioia Tauro, il cui territorio è demograficamente un terzo di quello della città metropolitana. Certi primati occorre “onorarli” con i fatti quotidiani e la lungimiranza. Il mandato avuto dal Sindaco con un assessorato del tutto innovativo nella sua formulazione “alla Programmazione e Sviluppo Sostenibile del Territorio” per competenze e deleghe in materia di “Politiche Comunitarie e bandi competitivi, pianificazione, Urbanistica, agenda urbana e assetto del territorio, Paesaggio, Ambiente, Rifiuti, Beni confiscati, attività produttive e Innovazione”, svela già le traiettorie di un programma ambizioso ma operativo. Il primo modo lo abbiamo voluto dimostrare anche con la mia nomina di reggina a Palmi, non si tratta di una delocalizzazione di una risorsa ma di sentirsi “abitante” di un territorio, che ha i confini di un modello di sviluppo extra-comunale, che necessariamente occorre conoscere, attraversare e condividere con la sua gente. A Palmi vado a fare ciò che ho fatto in altri luoghi in questi anni, adesso dentro le istituzioni per i palmesi e per la Calabria. Il Sindaco Ranuccio ed i colleghi della Giunta sono la mia garanzia”.

E’ “democrazia della misura”, quella che mi mette davanti le questioni da risolvere, normalizzare, rilanciare, per farle diventare risorse fuori dai limiti, di un territorio da grandissime potenzialità e ricchezze e che ha necessità di affrancarsi dai suoi percorsi differenti, per trovare le strade che dalle colline pedemontane dei piani di S.Elia, arrivano alla costa della Tonnara. E’ così che attraversando quel territorio di mezzo della città, si devono narrare gli spazi urbani “capaci di assicurare la qualità della vita, la scena dei servizi e delle istituzioni accessibili a tutti, il teatro della cultura, la piazza delle associazioni, la memoria di un passato urbanistico nobile e resistente, come quello di Palmi. Non vi dovrà essere periferia per un centro a Palmi, vi dovranno essere tanti modi di abitare e scegliere di vivere a Palmi. Si tratta della prima città della Calabria, in cui si è avuto un decreto di vincolo per “il poter mirare la bellezza dei suoi paesaggi”. A Palmi si fece il primo regolamento di decoro urbano per il centro e di igiene ambientale per le aree rurali. Non mi pare poco.”

E’ “democrazia della misura”, quella che mi mette ancora una volta accanto ai percorsi della giovani generazioni per una sfida di “visione ed azione” a Sud. Si tratta di rendere l’esperienza amministrativa a Palmi, un’esperienza di laboratorio per la Calabria, dove istituzioni e bene comune si incontrano e si riconoscono. Il Sindaco, il consiglio comunale e tutti i giovani che in questi giorni ho potuto incontrare hanno il desiderio di impegnarsi per far crescere un territorio e servirsi di una memoria illustre, non per commemorarne le gesta ed usarla come anello da tirare giù in caso di necessità. Serve affrancarsi da una memoria importante che ha dato natali eccellenti ed esperienze civili riconosciute, portando alle stesse quell’onore degno di figli promettenti e proiettati in un cambiamento che è già in corso. Gli uomini e le donne di Palmi che con me compongono la giunta degli assessori, hanno tutte le qualità umane e professionali per farsi carico di questo accompagnamento e di questa condivisione. Ogni nostro agire dovrà ricercare la forza di un gesto “fondativo” per continuare questa storia, oltre tutto e tutti, con tutti.

E’ “democrazia della misura”, quella che mi ha trovato a dover rispondere ad un tale grande desiderio espresso con una richiesta e che mentre mi trovava nell’idea di una Calabria che mi era diventata ancora una volta “palla al piede”, mi spingeva a strappare la catena e farne cavo per dare fuoco al volo di una mongolfiera…
Adesso ci siamo sopra, abbiamo cominciato a volare nei cieli della costa viola, vedo in un colpo solo il verde e l’azzurro dei piani di S.Elia e ancora verde ed azzurro oltre gli scogli della Tonnara, verso le isole…E’ un colore di un paesaggio unico e differente insieme, quello della sua ritrovata bellezza e storia umana.
E’ l’impegno per il diritto alla città e ai nostri paesaggi, al futuro delle giovani generazioni.
Grazie a questi primi giorni, grazie a chi mi guarda con attesa…

 

*Il testo in corsivo è tratto dalla mia intervista al Quotidiano della Calabria 4.07.2017

foto di Nadia Lucisano (conferenza stampa 04.07.2017, Palmi)

(ph.Nadia Lucisano, 04.07.2017)

(ph.Nadia Lucisano, 04.07.2017)

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