Correggere l’errore: La Calabria dell’ Europa 2020 e non dell’Obiettivo 1.

(foto cn, il coraggio di andare_foto di viaggiatori aereoporto di fiumicino, sett.2013)

(foto cn, il coraggio di andare_foto di viaggiatori aereoporto di fiumicino, sett.2013)

Da un punto di vista spaziale, un progetto urbano pianificato

e integrato deve andare oltre la somma di azioni ad hoc o isolate,

mediante l’esame e il coordinamento dei collegamenti

tra la città nel suo insieme e le singole parti di cui si compone,

così come tra la città e il territorio,

articolando adeguatamente le relazioni metropolitane

o urbano-rurali al fine di promuovere la coesione territoriale,

con un modello policentrico ben equilibrato,

basato sulle diverse identità territoriali. (Toledo, 2010)

La Cassa del Mezzogiorno ebbe ricadute sociali più efficaci della programmazione che da anni per cicli fornisce alla Calabria il sogno dello sviluppo, facendola convergere verso un obiettivo di emergenza che di convergenza che puntualmente ne assicura lo stato di ritardo, piuttosto che quello della crescita. E’ indubbio che se si continua a programmare con la stessa capacità innovativa o peggio con slanci fuori misura rispetto alle strutture sociali e territoriali , le risorse europee, non troveranno mai spazio e misure di efficacia. Una breve osservazione dei dati finanziari presenti nell’ultimo Rapporto di Esecuzione approvato nella riunione del Comitato di Sorveglianza del 11 giugno 2013, delle risorse programmate per il 2007/2013 dal FESR, dal  FSE e dal Fondo di Coesione.   Tutti gli assi di sviluppo nelle loro misure sono una denuncia all’immobilismo ma anche alla programmazione senza visione della nostra regione, soprattutto rispetto alle cifre impegnate e quelle spese. I bassi indici di percentuale e di disponibilità finanziaria sugli assi III Ambiente per le misure di monitoraggio e le politiche di sviluppo ambientale e sull’Asse VIII, Città, Aree urbane e Sistemi Territoriali, in tutte le sue misure, denunciano l’incapacità dei nostri territori a reagire alla  vera domanda europea, rispondendo così come altri territori stanno operando da anni. Il tema della coesione territoriale e della città del futuro, in cui tutti andremo ad abitare, sia che si tratti di piccolo centro che di città-territorio non viene colto come una sfida e si fa dei fondi europei poco più un’opportunità per gestire economie di consumo nel breve tempo.   Si è impegnato di più sui sistemi territoriali e delle imprese piuttosto che sui territori e sulle città, come se i prodotti ed il loro marketing potessero essere indifferenti alla qualità dello scambio, dei modi e nei luoghi dove ciò avveniva e quindi  servendo le città e le popolazioni insediate. Come se ogni tipo di produzione e consumo potesse avvenire a prescindere dei destinatari e delle strutture ambientali che ne dovevano sopportare il metabolismo.   Una carenza di visione e quindi il fallimento di  molte strategie possibili, incapaci di  attivare sviluppo perché fondate su modelli di  innovazione debole e deficitaria non riferite al sistema della conoscenza, né a quello dell’economia reale.   Per la Calabria 2020 occorre ristabilirne i legami e le opportunità partendo dalla nuova sfida della “costruzione sociale” di ogni città territorio della regione.  

(C.Nava, tratto dal saggio con ricerca bibliografia e riferimenti a cura dell’autrice sui temi “Rigenerazione urbana integrata e strategie di gestione del suolo: modelli innovativi e sostenibili per le aree dismesse – rifiuto”, pubblic. per numero monografico Gazzetta Ambiente, nov.2013)

*SE TI INTERESSA puoi avere file.pdf ARTICOLO INTEGRALE e RIVISTA MONOGRAFICA con richiesta alla mia email.

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