Sui giovani a Sud.

Foto: I giovani ad ErgoSud (F. Montesano)

Foto: I giovani ad ErgoSud (F. Montesano)

Non vi sono grandi possibilità. Il Sud e la Calabria dovranno ripensarsi ripartendo da Sud ed affidando il proprio riscatto alle nuove generazioni, quelle che restando, partendo e/o ritornando riescono a proiettare una propria visione sul sud, differente e che non faccia i conti con il solito problema “del giorno dopo”.

Il giorno dopo al SUD, con la pancia piena di bisogni, di inganni e vuotata dai sogni, è quello che ha sempre atteso “un salto” che deve fa farti qualcun altro; quello che attende un aiuto continuo e definitivo per uscire da una crisi, che ha ci ha visto perdenti per aver usato l’impazienza della crescita piuttosto che l’opportunità dello sviluppo, quello che non sceglieva mai di far uscire il SUD dalla sua posizione economica periferica rispetto al resto del paese, compromettendo così un valore culturale e sociale che periferico non è. Dimenticando così la sua storia, il suo territorio, le persone che hanno fatto del Sud una terra ricca di paesaggi, memorie,tradizioni, produzioni e saper fare.

Ma il Sud non aveva forse bisogno di un salto che copiasse un Nord sbagliato, aveva bisogno di essere pensato da Sud, aveva bisogno di un’altra generosità e lungimiranza.

Non si tratta di utilizzare scuse nostalgiche sedute sul passato, occorre rilanciare e mettere insieme le intelligenze e sensibilità recuperando le comunità. Al Sud, in Calabria soprattutto, occorre recuperare popolazione, occorre rispondere all’invecchiamento con una nuova proiezione vitale di ricambio generazionale, occorre superare la contraddizione tra geografia e qualità della vita, rimettendosi dentro una necessità di contemporaneità che è andata persa per non aver avuto un’idea precisa di mezzogiorno nella modernità.

Adesso, senza perdere tempo occorre puntare sulla rigenerazione della dimensione umana e culturale della demografia più utile al SUD, quella dei giovani. Occorre affidare a loro il futuro, facendo con loro e facendo per loro. Ma abbiamo bisogno di giovani che recuperano la loro appartenenza al territorio attraverso una nuova questione meridionale, la loro, “riscattata e dignitosa”, quella fatta di un pensiero operante innovato, capace di sperimentare nella competitività professionale, capace di restituire con azioni di coesione sociale tutti i benefici ad un territorio generoso ma offeso negli anni, capace di avere una visione di futuro su scenari che non rinunciano al rischio dell’investimento personale, per non lasciarlo alle mafie ed alle politiche corrotte.

(CNava, tratto da “ErgoSud, progetto culturale per i giovani al Sud”, incipit per il primo evento Reggio Cal.28/29/30 settembre 2013, con Lab.Perm.Pensando Meridiano)

 

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